Territorio
Testimonianze
di un ricco passato sono visibili anche nelle frazioni di Villa di Villa,
Pinidello e Ponte della Muda e in altre località del comune, tra le quali
Silvella.
Molto interessanti per epoca e
storia: la Villa Mocenigo (metà del XVII secolo), in località Villa di Villa.
Nel 1549 fu dimora di Antonio Altan, letterato, poeta e conte di Salvarolo;
quindi il Castelat (ruderi di un castello), ora ridotto a rudere, feudo dei
Caminesi dal 1138 al 1388 e teatro di aspre vicende belliche.
In località Pinidello si segnala il
palazzo della famiglia Pinadello, costruito da questa famiglia nel Cinquecento,
sede municipale dal 1807 al 1810, e la chiesa parrocchiale di Santo Stefano,
monumento di interesse nazionale, nel cui coro è conservato il ciclo di
affreschi della scuola tolmezzina, opera attribuita a Francesco Del Zotto.
A Ponte della Muda sorge il
cinquecentesco Palazzo del dazio del feudo di Cordignano dove risiedevano i
daciari, con compito di controllare il traffico da e per il Friuli, e di effettuare
le operazioni di dogana sulle merci (muda).
A Silvella, oltre all’antica chiesa
di San Zenone (XIII secolo), esiste la settecentesca Villa Pizzamiglio, ora
Peruch.
Territorio
oggi
Il
territorio comunale è attraversato per tutta la sua lunghezza dal fiume
Meschio, il cui nome deriva dal latino mixtus, cioè “misto”, “mescolato”,
richiamando la funzione di raccoglitore delle acque di numerosi torrenti che in
esso affluiscono. Il fiume è lungo circa 30 Km con un bacino imbrifero di 90
Km. e storicamente è già citato in un diploma di Ottone I° del 962 d.C..
Cordignano è territorio votato
all’ingegno industriale, alla sapiente maestria degli artigiani e alla ricca
esuberanza della terra e dei suoi prodotti. Il contatto costante con il fiume
ha da sempre costituito un importante sostentamento per le attività economiche
degli abitanti che dell’acqua traevano alimento e sfruttamento.
L’agricoltura “in primis” così molto
variegata nelle coltivazioni e caratterizzata in maniera incisiva dagli ulivi e
dai vigneti che si arroccano verdeggianti sulle colline del paese, addolciti
allo sguardo dalla regolare geometria delle loro piantagioni. Già un documento
datato 1296 sanciva che le giurisdizioni delle Comunità di Cordignano e Caneva
erano divise da un filare di ulivi.
Attualmente sulle colline di
Cordignano si coltivano due varietà autoctone da cui si ricavano oli
extravergini di eccelsa qualità: il Tonda di Villa e il Belvedere dall’intenso
sapore fruttato.
Coltivazione di gran pregio è anche
quella vitivinicola, rigogliosa sui pendii soleggiati delle colline tra
Cordignano e Villa di Villa. In autunno i vigenti disegnano estensioni regolari
diversamente colorate, in base alle varietà coltivate: spiccano il giallo oro
delle viti di Prosecco e del Verdino, i riflessi violetti e ruggine del Merlot
e del Marzemino.
In seno all’economia del paese
l’attività industriale più fiorente è quella legata alle produzioni metalliche.
Solide realtà aziendali derivano le loro radici dallo spirito pionieristico dei
fabbri artigiani dell’acciaio della metà dell’Ottocento e oggi impongono il
loro marchio anche sul mercato internazionale.